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“Un soggiorno in questo antico borgo nel cuore della Toscana,
circondato da un paesaggio mozzafiato con i profumi e i sapori della terra.”

Santa Luce

15 km dal mare.

AMBIENTE ECOLOGICO

IL BOSCO DI SANTA LUCE

Il bosco di Santa Luce non ricopre uniformente le colline, ma piuttosto presenta una diversità ecologica determinata dalle specie vegetali di volta in volta predominanti.

Boschi di leccio
In alcune zone del bosco è caratterizzato da una struttura vegetale compatta con sviluppo in altezza ridotto. In genere fra le altre specie vegetali presenti non mancano il corbezzolo, il lentisco, il mirto. In altre parti del bosco di Santa Luce questo particolare habitat ecologico si presenta con piante dallo sviluppa in altezza maggiore e fra gli alberi è possibile ammirare aceri e querce dal tronco imponente.

Boschi misti di leccio e cerro
Notevole presenza di specie caducifoglie, presenti il carpino nero, il cerro-sughera.

Boschi di cerro
insieme alla specie dominante si sviluppano la roverella, il rovere, il sorbo, l'acero e altri. Partecipano allo sviluppo arboreo di questi boschi anche il faggio e l'acero campestre.

Boschi misti di cerro e carpino nero
Le due specie dominanti si accompagnao con l'acero, il sorbo e il frassino.


LA FAUNA DEL BOSCO DI SANTA LUCE

Impossibile descrivere anche per sommi capi una fauna tanto varia e vastamente distribuita. La popolazione animale della zona è quella più tipica della vegetazione mediterranea. Per gli appassionati di bird watching segnaliamo una ricca popolazione di uccelli.
Alcuni esempi: zigolo nero, usignolo, upupa, rigogolo, crociere, picchio verde, sparviere, poiana, gheppio, gufo comune, allocco, beccaccia, luì piccolo,
Numerosi sono anche i mammiferi: capriolo, daini, muflone, cinghiale, donnola, puzzola, nottola, faina, volpe, lepre, riccio, istrice, tasso, talpa.

CENNI STORICI

Brani tratti da “Crespina, Fauglia, S. Luce, Lorenzana. Castelli delle Colline Pisane Inferiori. “ CLD Editore – Fornacette 2001.

Il libro è la riedizione di: “Odeporico o sia itinerario per le colline pisane” - 1799 . Autore: Giovanni Mariti

La denominazione di S. Luce, sembra manifesto anche coll’esame di alcuni documenti, che sia una denominazione corrotta di S. Lucia, così detto poi, perché quando principiò a nascere, e ad aumentarsi la popolazione, vi era già qui per quanto pare una parrocchia sotto quel titolo come vi è presentemente. E se così fu vi è da credere che coll’erezione di una chiesa nella libertà cristiana, qualche nome più antico cedesse a questo di S. Lucia del Castello, atteso la suddetta fortezza della quale fu munito il luogo.

S. Luce fu uno dei primi Castelli della Maremma Pisana che nel 1406 si dette alle armi dei Fiorentini. Michele di Giovanni e Pietro di Pitto di S. Luce furono e Sindaci e Procuratori di quel Comune che segnarono la sottomissione. I Pisani nel 1496 riacquistarono questo luogo; ma l’anno stesso i Fiorentini si accamparono sotto di esso, ed il 30 novembre, o poco dopo, lo riebbero in loro potere,e fu allora che essi smantellarono quella fortezza.

Rispetto all’Economico, S. Luce era stata sempre separata da Lari, e formava indipendentemente una comunità da sè sola, alla quale erano annessi anche i Comuni della pieve e di Pastina. Ma nel nuovo compartimento Provinciale del 1776 questo Comune con i suddetti suoi annessi fu riunito allora alla comunità di Lari.

 
 
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